Una canzone per una persona che non c’è più

Probabilmente stai leggendo nella settimana dopo, con una cerimonia da organizzare e una presentazione di foto che ha bisogno di musica. Ecco come scegliere una canzone che parli di lui o di lei, e cosa fare quando non ne esiste nessuna.

8 min di lettura Aggiornato il ott 2026 4,9/5 su Trustpilot

Una donna al tavolo della cucina che tiene in mano una vecchia fotografia stampata, accanto una tazza e una lettera piegata
La canzone giusta è quella che somiglia a lui o a lei, non a un funerale.

Una vera canzone in memoria che una sorella ha fatto per suo fratello, quattro anni dopo

Parti da chi era, non dall’occasione

Quasi tutte le liste di canzoni per un funerale sono liste di canzoni sulla morte. È il punto di partenza sbagliato. La canzone che arriva davvero durante una cerimonia è quella in cui c’è la persona: quella che cantava stonata in cucina, l’artista di cui aveva tutti i dischi, la canzone del suo matrimonio. Quando parte, chi è nella stanza la riconosce, ed è per quel riconoscimento che le persone sono lì.

Quindi, prima di cercare qualsiasi cosa, rispondi a tre domande. Cosa ascoltava davvero? C’è una canzone legata a un momento della sua vita, un matrimonio, un viaggio, una squadra? E chi in famiglia conosce la risposta alle prime due? Chiedilo a quella persona prima di chiederlo a un motore di ricerca.

La ricerca sul lutto sostiene questo istinto. In una rassegna pubblicata su Death Studies, Stroebe e Schut (2005) hanno concluso che non esiste un unico modo giusto: secondo i dati, né mantenere un legame con chi è morto né lasciarlo andare è in generale meglio, quindi la vecchia regola per cui elaborare il lutto significa «lasciar andare» non trova conferma nella ricerca. La musica è uno dei modi più comuni per restare in contatto con qualcuno, qualunque sia la strada che aiuta. In un altro esperimento, Norton e Gino (2014) hanno scoperto che chi compiva un rituale dopo una perdita riferiva in seguito meno dolore. Scegliere e far ascoltare la sua canzone è un rituale. Gli studi sono in fondo alla pagina.

Come scegliere una canzone esistente

Seguile in quest’ordine. La prima che ti dà una risposta di solito è quella giusta.

  1. 1

    La canzone che era sua

    L’artista di cui aveva tutto, il disco che girava sempre. Se in famiglia dicono «era la sua canzone», smetti di cercare.

  2. 2

    La canzone di un momento

    Il primo ballo, la canzone in macchina verso l’ospedale quando è nato il primo figlio, quella dell’estate che tutti ricordano.

  3. 3

    La canzone con la sua voce

    Qualcosa che cantava lui o lei: in macchina, al karaoke, in cucina. La famiglia sentirà la sua voce cantarla, che la registrazione sia sua o no.

  4. 4

    Un inno o un classico, solo se era suo

    Se andava in chiesa, l’inno che cantava più forte. Se no, un classico scelto perché non si sbaglia sembrerà solo questo: una scelta che non sbaglia.

  5. 5

    Confronta il testo con chi sarà presente

    Ascoltala una volta da solo, riga per riga. Una canzone su una storia finita, o una canzone d’amore chiaramente dedicata a un amante, può suonare male davanti a una vedova o ai figli.

In che momento della cerimonia

Momenti diversi chiedono canzoni diverse. Quasi tutte le cerimonie ne hanno tre.

  1. 1

    All’ingresso

    Strumentale o delicata, qualcosa che amava e che non faccia piangere la prima fila prima ancora di cominciare. Da due a tre minuti, mentre le persone prendono posto.

  2. 2

    Il momento del ricordo, o la presentazione di foto

    La canzone principale. Da tre a quattro minuti, così non dura più delle foto. Un testo che non contraddica le immagini. Qui va una canzone su di lui o su di lei, se ce l’hai.

  3. 3

    All’uscita

    La sua canzone, al volume che piaceva a lui o a lei. Quella allegra, quella che fa sorridere la famiglia mentre esce. Molte famiglie scelgono qui la canzone che sorprende tutti.

Tre fratelli adulti seduti sul gradino di un portico sul retro, uno tiene in mano un telefono, gli altri ascoltano, uno si asciuga un occhio
Il primo ascolto di solito si fa insieme, e di solito in silenzio.

Quando nessuna canzone esistente parla di lui o di lei

A volte segui tutti i passaggi qui sopra e niente va bene. Non aveva una canzone. Quella che amava parla d’altro. Oppure la famiglia vuole dire qualcosa di preciso: che lei teneva la porta aperta per tutti, che lui ha perso un braccio e ha continuato a giocare a curling, che lei ti presentava persone che avevi già conosciuto quindici volte e ti faceva ridere ogni volta. Nessuna canzone, in nessuna lista, dice queste cose.

A questo serve una canzone in memoria. La famiglia scrive quello che ricorda, qualche frase o una pagina, e diventa una canzone originale su quella persona: il suo nome nel ritornello, il giardino, il cane e le battute nelle strofe, nella musica che amava. Si può far ascoltare durante la cerimonia, nel momento del ricordo, e poi resta sul telefono di tutti quelli che le volevano bene, per il compleanno e l’anniversario che continuano a tornare.

Su BeatJar scrivi la storia, leggi il testo che ne scriviamo e ascolti i primi 45 secondi prima di pagare qualsiasi cosa. Se una riga non va, la cambi. Se non sembra lui o lei, lasci perdere. Un piccolo studio pilota randomizzato di Iliya (2015) sulla musicoterapia centrata sul lutto, con adulti che vivevano un lutto complicato, che prevedeva anche di cantare alla persona scomparsa, ha rilevato che i sintomi del lutto calavano più che con le sole cure standard; le famiglie ci dicono qualcosa di simile, con parole più semplici.

Scrivi quello che ricordi di lui o di lei. Leggi il testo, ascolta la canzone e decidi con la musica nelle orecchie.

Inizia la sua canzone

Leggi il testo e ascolta un’anteprima prima di pagare

Cosa hanno scritto le famiglie, e cosa è diventato

Tre storie in memoria da ordini veri, esattamente come le hanno scritte le famiglie. Ognuna è diventata una canzone che puoi ascoltare nella pagina delle canzoni in memoria.

Un fratello, da sua sorella

Randy was my brother who passed away with heart trouble we were brother and sister. I miss him so much. He was a funny guy with alot of humour. he was a real dog lover. Every dog he was in contact with him loved him. his biggest heart always went out to his wife and two girls and grandkids. he loved them so much. My brother and I were so close since kids and it's hard to grasp he is gone 4 years. He loved country music especially Charlie Pride. he had every song by this artist. it is still so hard to know he is never coming back.

Randy era mio fratello, è mancato per problemi di cuore, eravamo fratello e sorella. Mi manca così tanto. Era un tipo divertente e con tanto umorismo. Era un vero amante dei cani. Ogni cane che incontrava gli voleva bene. Il suo grande cuore andava sempre a sua moglie, alle due figlie e ai nipoti. Voleva loro così bene. Io e mio fratello siamo stati molto legati fin da piccoli ed è difficile accettare che non ci sia più da 4 anni. Amava la musica country, soprattutto Charlie Pride. Aveva tutte le canzoni di questo artista. È ancora così difficile sapere che non tornerà mai più.

Un papà, da sua figlia

Dad I miss you and our talks. The milkshake dates in the car on the way home from work are what I'll always be grateful for. I miss your smile and your hugs. I miss seeing you singing and dancing. I know you're safe in heaven, watching over me.

Papà, mi manchi tu e mi mancano le nostre chiacchierate. Gli appuntamenti con il frappè in macchina, sulla strada di casa dal lavoro, sono quello di cui sarò sempre grata. Mi manca il tuo sorriso e i tuoi abbracci. Mi manca vederti cantare e ballare. So che sei al sicuro in paradiso, a vegliare su di me.

Un padre e nonno, per la cerimonia

about he loved to fish he loved the game of curling he loved the Blue Jays and I made flower arrangements for those so would be appropriate. He lost his arm and still curled. He loved his grandchildren and children. He loved his garden many many cucumbers for us to pickle, especially his wife Julie his name was Ted his children are Michael Leanne, Al Lynn, and Laurie

parlare di lui: amava pescare, amava il curling, amava i Blue Jays e io ho fatto composizioni di fiori per queste cose, così sarebbero state adatte. Aveva perso un braccio e giocava comunque a curling. Amava i suoi nipoti e i suoi figli. Amava il suo orto, tantissimi cetrioli da mettere sott’aceto per noi, e soprattutto sua moglie Julie. Si chiamava Ted, i suoi figli sono Michael, Leanne, Al, Lynn e Laurie

Cosa dire quando parte la canzone

Una o due frasi prima, niente dopo. Il resto lo fa la canzone.

  1. 1

    Di’ perché questa canzone

    Una frase. «Questa era la canzone che papà metteva ogni sabato mattina mentre faceva i pancake.»

    Questa è la canzone del loro primo ballo, nel 1979. Alcuni di voi c’erano.

  2. 2

    Di’ chi l’ha scelta

    Se l’hanno scelta i nipoti, dillo. Fa capire a tutti da dove viene la canzone.

  3. 3

    Poi fermati

    Premi play e siediti. Non parlarci sopra, e non scusarti se piangi.

Cosa evitare

  • La classica canzone da funerale, scelta perché non si sbaglia

    Non si sbaglia perché non parla di nessuno. Se era sua, mettila. Se no, continua a cercare.

  • Una canzone più lunga della presentazione

    Il silenzio sulle ultime foto va bene. Una canzone che continua dopo la fine delle foto no.

  • Testi che non hai ascoltato

    Ascoltala una volta da solo, dall’inizio alla fine, pensando a chi sarà presente.

  • Troppe canzoni

    Tre fanno una cerimonia. Sei fanno una playlist. Il resto tienilo per dopo, quando ci si ritrova tutti insieme.

  • Decidere da solo

    Chiedi all’unica persona che conosceva la sua musica. Basta una telefonata, e ti evita la canzone sbagliata.

Se la cerimonia è a breve

Per scegliere una canzone esistente basta una telefonata al parente giusto. Una canzone su di lui o su di lei richiede il tempo di scrivere quello che ricordi; i tempi di consegna li scegli al momento del pagamento, e il testo lo leggi prima. Prepara prima la storia, e tieniti il tempo di ascoltarla una volta da solo prima di farla sentire a tutti.

La pagina delle canzoni in memoria raccoglie le canzoni nate dalle tre storie qui sopra, e altre ancora, con la storia accanto al testo. Ascoltane una prima di decidere qualsiasi cosa.

Una canzone su di lui o su di lei, per chi è rimasto

Scrivi quello che ricordi. Leggi il testo, ascolta la canzone e paga solo se ti sembra lui o lei.

Leggi il testo e ascolti un’anteprima prima di pagare.

Domande frequenti

Qual è una bella canzone per una persona che non c’è più?
Quella che amava, non quella che si mette di solito ai funerali. Parti dall’artista di cui aveva tutti i dischi, da una canzone legata a un momento della sua vita o da qualcosa che cantava. Se niente va bene, si può scrivere una canzone su di lui o su di lei partendo da quello che la famiglia ricorda.
Quali canzoni vanno bene per una presentazione di foto al funerale?
Una sola canzone, da tre a quattro minuti, che avrebbe canticchiato e il cui testo non contraddica le foto. Ascoltala prima una volta da solo. Una canzone scritta su quella persona funziona particolarmente bene, perché le parole si accordano con le immagini.
Quante canzoni mettere a un funerale?
Di solito tre: una all’ingresso, una per il momento del ricordo o la presentazione di foto, una all’uscita. Di più comincia a sembrare una playlist.
Si può far scrivere una canzone su una persona scomparsa?
Sì. Scrivi quello che ricordi, bastano poche frasi, e diventa una canzone originale con il suo nome nel ritornello, nella musica che amava. Su BeatJar leggi il testo e ascolti la canzone prima di pagare, e se la cerimonia è vicina scegli i tempi di consegna al momento del pagamento.
È appropriato far ascoltare una canzone personalizzata a un funerale?
Le famiglie lo fanno, di solito dopo l’elogio funebre o sulla presentazione di foto. È una canzone su quella persona, nello stile che le piaceva, quindi si inserisce nella cerimonia come una lettura. Verifica tempi e impianto audio con il celebrante o con l’agenzia funebre.
Cosa dico prima che parta la canzone?
Una frase su perché questa canzone e chi l’ha scelta, poi premi play e siediti. Non parlarci sopra.

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